16/04/11 - Report di Riccardo Panzarasa - Guinea-Bissau - 1 aprile - 16 aprile 2011 - Luigi Farci e Riccardo Panzarasa

 

Nel 2005  il Prof. Bettinelli,  presidente di  Pavia - Ajamè  in Costa d’Avorio,  mi aveva detto che l’avventura nella quale ci saremmo cacciati sarebbe stata come “crescere un bambino dalla nascita  fino alla maturità”: i tempi, le gioie, le ansie, i problemi e gli entusiasmi …..  aveva perfettamente ragione.

L’atteggiamento giusto, disse, è quello  di un genitore  esigente e  paziente, che semina ed aspetta,  che esulta per  il  percorso fatto e non si scoraggia per le difficoltà che incontra.

eee…già! !

sono tornato in Guinea-Bissau esattamente dopo un anno

eee…già! !  sono ancora quaà…!                     direbbe il Vasco

Luigi Farci, nostro socio di Cagliari e  medico specializzando in Ortopedia, mi ha fatto la sorpresa ed il regalo di accompagnarmi.

Che duo!

un  giovane “serio”   e   un “anziano” fuori di melone…

 

Prabis ci ha accolti nel caldo, con la polvere rossa della stagione secca e con l’allegria  della sua gente.

A Bòr e a Cumura, i due villaggi nei confronti dei quali in questi anni abbiamo rivolto la nostra attenzione, la gente ci riconosce, ci saluta, ci considera di casa. È una festa!

Dai “Frati”  a Cumura, dove da sempre siamo stati ospitati,  sembra di ritornare in famiglia:  a cena,  dopo la giornata, chiacchiere, simpatia e calore umano.

Il Lebbrosario a Cumura, oggi più Ospedale per TBC e per Aids, è affollato di pazienti e Padre Victor, medico francescano  responsabile della struttura, assolve ad  un  impegno quotidiano micidiale.

La “Maternità” delle Suore nel 2010  ha visto 1.700 parti,  da sommare alle visite e a tutta l’assistenza sanitaria e nutrizionale. Suor Valeria, la direttrice, elenca numeri che potrebbero fare invidia ad un grande ospedale italiano.

 

La fontana e la cisterna d’acqua di Cumura, nel centro del villaggio, necessitano di un altro intervento importante.  Vigevano-Prabis  due anni fa aveva ristrutturato l’impianto, ma ora sarebbe necessario rifare la pozza settica perché il terreno non filtra più l’acqua di scolo.

Abbiamo concordato con Augusto, il nostro referente per il villaggio, che se gli abitanti si impegneranno formalmente a non lavare più marmitte e a mantenere pulita la fossa, procederemo a ricostruirla. Deve esserci un coinvolgimento e una responsabilizzazione della gente. Vedremo.

 

A Bòr, lasciata la statale  sommariamente asfaltata ed imboccato il “precipizio” della strada sterrata,  quando si arriva  in Ospedale,  la prima sorpresa che si ha è il senso di ordine e di pulizia che la struttura trasmette.

 

  Il complesso è diventato bellissimo, tutto pitturato, con i disegni dei cartoons alle pareti, i muri esterni arricchiti da piastrelle, i giardini fioriti e curati, le aiuole verdi e delimitate da muretti decorati. L’area giochi dei bambini con gli scivoli e i dondoli colorati è terminata (necessiterebbe di una tensostruttura per ripararla dal sole).

Anche la casa ospiti è stata completamente ridipinta ed è molto accogliente (dispone addirittura di una postazione di aria condizionata).

I nuovi locali adiacenti la struttura principale  (destinati ad accogliere  quattro ambulatori medici perfettamente accessoriati, il nuovo ed attrezzato laboratorio d’analisi, la farmacia pubblica, il magazzino farmaci e reagenti,  l’amministrazione e la cassa)  sono finalmente terminati e pronti per essere arredati. Un lungo portico  ripara le sedute d’attesa.

Queste realizzazioni rendono disponibili cinque o sei camere per i ricoveri nella struttura principale.

Cinque camere sono state inoltre dotate di bagni e pertanto rese idonee alle degenza post operatorie.

La lavanderia è stata completamente rifatta con un’area coperta per poter asciugare nella stagione delle piogge. Anche la cucina e il locale dispensa hanno una nuova ristrutturazione.

Quattro grandi container sono stati sistemati su basi di cemento all’interno del perimetro delle mura dell’Ospedale e fungono da magazzini.

 

Ma quello che ha fatto fare  un vero grosso passo in avanti all’Ospedale è il Blocco Operatorio.

L’avevo visto in costruzione l’anno scorso e  gli amici di Brescia (che l’hanno realizzato) già l’avevano descritto, ma vederlo dal vero è sorprendente:  è splendido e lascia senza parole.

Ha tutto ed è assolutamente conforme ad un avanzato Blocco Operatorio europeo, Radiologia compresa.

Da quando è stato inaugurato, nel giugno del 2010, si sono  fatti quasi 200 interventi e si sono succedute  cinque missioni chirurgiche dall’Italia.

 

 

L’Ospedale è bello a qualsiasi ora perché è vivo.

È  bello nel fermento del mattino quando arrivano le mamme con i bambini per le visite e si riempie in ogni zona d’ombra disponibile,

è bello nella tranquillità dei reparti nel pomeriggio con le infermiere intente nel loro lavoro,

è bello nel buio della notte quando le sue luci sembrano un faro rassicurante.

Il vissuto quotidiano dell’Ospedale, ad un anno di distanza, mi sembra sia diventato più professionale. Intendiamoci,… non passi da gigante, tuttavia mi sembra che le persone (medici, infermiere, personale di pulizia, manutenzione etc etc) si muovano con una maggiore determinazione. Chiaramente non sono ancora standard occidentali, ma, confrontati con la realtà sanitaria del paese, sono di grande eccellenza.

Mi sembra che anno dopo anno il miglioramento sia tangibile.

Tutto il personale dimostra una professionalità, ma sopratutto un’attenzione ai piccoli pazienti e alle mamme che è impensabile nella struttura pubblica. Struttura pubblica???

Luigi ha visitato l’Ospedale di Stato “Simao Mendes” e ne è tornato sconvolto e , se pur ipercritico nel sottolineare  le aree di criticità del “nostro” Ospedale,  ne conferma con apprezzamento l’eccellenza.

Le missioni chirurgiche italiane con medici e paramedici, il soggiorno prolungato di infermiere professionali volontarie,  il soggiorno in Italia di alcuni infermieri, la presenza ormai da un anno del Dott. Dionisio Cumba, il nostro chirurgo pediatrico laureato a Padova,  cominciano a produrre risultati significativi.

 

Con Fernando Correia, il nostro Amministratore, abbiamo lavorato duramente per preparare il bilancio del 2010 comparandolo con quello del 2009.

Abbiamo analizzato ogni singola voce di conto con i relativi incrementi e  abbiamo fatto il punto su un numero considerevole di argomenti. Questo ci ha permesso di sottolineare le problematiche gestionali in modo approfondito facendo emergere situazioni positive ed altre negative che vanno  corrette  e presidiate con più attenzione. La gestione dell’Ospedale per Fernando è un percorso di apprendimento  ,  non ha mai avuto un’esperienza analoga,  e pertanto va guidato e consigliato.

La gestione e il costo del personale, l’organigramma dei ruoli, le procedure amministrative, la manutenzione, gli acquisti, la farmacia, gli introiti delle prestazioni, etc. etc. tutto è stato discusso con franchezza e rigore.

Chiaramente il Risultato di Gestione di una struttura di servizio sanitario in una realtà poverissima  come la Guinea-Bissau non può che avere  un segno negativo, tuttavia si deve tendere al raggiungimento nel tempo di una posizione di equilibrio quanto meno per la gestione corrente.

I nostri contributi per ora fondamentali non possono essere e diventare una garanzia: potrebbero ridursi o addirittura mancare, non sono una certezza.

L’incremento delle entrate per la riscossione delle prestazioni e il controllo feroce dei costi coniugati con la crescita della qualità dei servizi devono essere l’obbiettivo di un buon amministratore. Tutti debbono essere curati e assistiti al meglio. Tutti. Anche i più poveri,  coloro che non possono pagare le pur minime tariffe delle prestazioni o delle medicine.

 

Con il dott. Augusto Bidonga, attuale Direttore Sanitario, abbiamo analizzato e confrontato  anche le statistiche mediche del 2009 e del 2010.

Anche in questo ambito ci sono segni positivi e meno positivi.

Sono molto aumentate le visite per gli adulti, mentre abbiamo avuto un perdita di visite pediatriche. Questo è un aspetto che va assolutamente corretto richiamando i medici ad un maggiore dedizione alla mission dell’Ospedale. Debbono lavorare di più e “tirarsi su le maniche”.

Abbiamo avuto una contrazione di day hospital, ma un forte incremento di ricoveri ospedalieri pediatrici raggiungendo il numero di 900.

Da giugno  a dicembre nel 2010 sono state eseguiti 125 interventi chirurgici.

Il laboratorio di analisi ha avuto un forte incremento, così pure la farmacia per la vendita al pubblico.

Tutto l’aspetto sanitario è stato analizzato, chiaramente da un punto di vista gestionale, con il Direttore Sanitario che deve impegnarsi sempre di più per  “imparare il mestiere” e ad entrare nel ruolo.

 

Sulla base dell’analisi dei risultati economici e  di quelli sanitari del 2009 e del 2010 abbiamo poi preparato il Bilancio di Previsione o budget per il 2011 con obbiettivi di grande prudenza e di consolidamento della realtà esistente in quanto già sufficientemente complessa ed impegnativa.

Questo documento è stato elaborato e condiviso sia dal  Direttore Amministrativo che dal Direttore Sanitario.

Oggi l’Ospedale per garantire una assistenza vera e qualificata ( 24 ore su 24 ) deve avvalersi di 52 dipendenti a tempo pieno (medici, paramendici, amministrativi, servizi etc. etc.) e di una mezza dozzina di collaboratori a contratto. È diventato una realtà importante per il paese.

Abbiamo avuto più di un  incontro con Mons. Jose Camnate Vescovo di Bissau e Presidente dell’Ospedale per affrontare e risolvere un delicato problema di rapporti tra il Direttore Sanitario dott. Bidonga e il direttore Amministrativo Fernando Correia.

Presieduto dal  Vescovo abbiamo fatto il Consiglio di Amministrazione e abbiamo analizzato, discusso ed approvato il bilancio 2010 e il budget 2011. Sono state deliberate anche varie decisioni in merito ai prezzi dei servizi, ai contratti dei medici, a due assunzioni, etc. etc.

Don Giancarlo, Economo della Curia,  si è stupito e congratulato per il lavoro amministrativo e gestionale presentato stimandolo d’esempio per le altre strutture della diocesi.

Mons. Camnate si è riservato di risolvere in questo mese le problematiche con il Direttore Sanitario.

 

Dionisio e Luigi

 

La funzionalità del blocco operatorio è legata alla disponibilità di un medico anestesista.

In Guinea-Bissau non ci sono medici anestesisti (non ci sono sale operatorie degne di essere definite tali) , si trovano solo “tecnici anestesisti” (!?!) per cui  per il momento si possono garantire solo operazioni elementari. Il problema va affrontato con determinazione e bisogna riuscire a convincere qualche giovane medico guineano a venire a fare la specialità in anestesia (anche se ridotta) in Italia. Sarebbe auspicabile che si facesse proselitismo perché possano andare a Bòr missioni mediche composte anche solo da un chirurgo e da un anestesista in modo che la sala operatoria e  il nostro chirurgo  Dott. Dionisio Cumba possano essere impegnati al meglio.

Luigi, il dott. Luigi Farci, si è affiancato a Dionisio e, oltre all’attività ambulatoriale, ha condiviso la sala per operazioni urgenti. Riferisce che Dioniso e le infermiere ferriste per mantenere un buon standard di qualità dovrebbero operare spesso, in particolare le ferriste necessiterebbero di ulteriore formazione.

Luigi ha evidenziato la situazione assolutamente drammatica dell’Ortopedia in Guinea-Bissau. Non esiste. Ha rilevato infezioni ossee e  malformazioni infantili  che, non risolte, diventano veri drammi. Anche le cose più banali come una frattura si trasformano in disgrazie irreversibili. Luigi si è impegnato a stendere e sottoporci un progetto di massima per attrezzare la sala operatoria di tutto il necessario per fare un’Ortopedia Pediatrica elementare che potrebbe risolvere moltissime situazioni.  Questo potrebbe essere un ragionevole obbiettivo per l’anno prossimo. Vedremo.

 

L’Ospedale è stato identificato da Istituti Bancari, da Assicurazioni,  da Enti  come struttura con la quale convenzionarsi per avere per i propri dipendenti dirigenziali un’assistenza medica ed ospedaliera qualificata. Pagherebbero tariffe assolutamente più elevate e remunerative e questo sarebbe un’ottima opportunità per “fare cassa”, tuttavia anche in questo caso dobbiamo procedere con prudenza.  Non possiamo permetterci di sbagliare  bruciando le tappe e intraprendendo strade per ora troppo impegnative.  Non dobbiamo soprattutto perdere di vista la nostra vera mission che è quella di curare sempre i più poveri.

Il Rappresentante Diplomatico (l’Ambasciatore) della Unione Europea quando ha  presenziato all’inaugurazione del blocco operatorio era rimasto particolarmente colpito dall’efficienza  dell’Ospedale.

Mentre eravamo in Ginea-Bissau siamo stati  convocati, Fernando e io, all’”Ambasciata” della Unione Europea dove ci hanno comunicato che siamo stati identificati come  struttura particolarmente affidabile e meritevole di rientrare in un piano d’aiuto ai bambini. Ci hanno richiesto pertanto la compilazione di un progetto, peraltro guidato da loro,  per ricevere un cospicuo finanziamento per la durata di quattro anni.  Fernando sta già collaborando e la possibilità che la cosa vada in porto in modo positivo sembrerebbe buona.  Sarebbe l’occasione per entrare in un circuito virtuoso che potrebbe farci crescere in modo considerevole. Vedremo.

Le stesse opportunità esistono per avere aiuti alimentari (latte, riso, pappe infantili) e farmaci di base   dal PAM, dall’UNICEF, dalla Cooperazione Portoghese,   dalle NU e da altre organizzazioni internazionali. Fernando con l’aiuto delle Suore di Cumura dovrà contattare queste realtà ed accreditarsi con sollecitudine.

 

A Bòr è stata terminata la ristrutturazione del vecchio orfanatrofio ancora dell’epoca coloniale completamente fatiscente e crollato. L’anno scorso con Aldo avevamo visto l’avanzamento lavori, ma il vederlo oggi, splendido, colorato, con gli ambienti arredati e le attrezzature di cucina e di lavanderia le più avanzate, siamo rimasti colpiti. Questa splendida opera,  pensata da padre Battisti, ha visto la sua realizzazione per merito della parrocchia di Peschiera Borromeo e del suo parroco don Antonio.

 

Oggi l’orfanatrofio si chiama “Internato di Bòr” e accoglie già una dozzina di bambini accuditi da personale specializzato e da tre suore guineane. Accoglie tutti i bambini che possano avere avuto problemi o violenze famigliari, i bimbi di tossici, di alcolisti, gli orfani e i derelitti con storie tragiche.

Ospita anche la nostra Annaclara, la bambina che ci hanno lasciata neonata sul cancello della Clinica due anni fa e che è cresciuta con noi come cocca di tutto l’Ospedale. Forse verrà adottata da una famiglia di tedeschi della Baviera. Speriamo.

Anche Quintino, il bambino orfano e abbandonato affetto da una grave osteomielite, oggi è finalmente sorridente, ha trovato qui un ambiente accogliente. Lui e Annaclara sembrano due fratellini.

Con loro ci sono anche due o tre bambini cardiopatici dell’Ospedale in attesa di essere operati in Europa

Abbiamo avuto la fortuna di conoscere un buon numero di volontari di Peschiera Borromeo, artefici di questa meravigliosa realizzazione,  presenti per la grande inaugurazione. Sono una forza della natura e riempiono il cuore di gioia.

Parlando con alcuni di loro ho citato Quintino, chiedendo di aiutarci a trovare una famiglia a Milano che fosse disponibile ad accoglierlo per assisterlo nel lungo periodo di un eventuale operazione e riabilitazione.

Con la massima semplicità Michela, una signora presente, mi dice: “ma lo prendiamo noi. Io e mio marito siamo pensionati, abbiamo i figli grandi e fuori di casa e già pensavamo di renderci disponibili per qualche bambino cardiopatico”. Resto allibito, senza parole. Le ricordo che Quintino ha bisogno di un lunghissimo periodo di assistenza in quanto le terapie abbisognano di più interventi. Mi risponde : “ho 62 anni spero di campare ancora un po’ ” .

Ecco,  l’anno scorso Quintino mi aveva segnato il viaggio,  quest’anno mi diventa la bussola …

Annaclara e Quintino

Anche quest’anno abbiamo portato a casa  molto,  ma  molto di più  di quello che abbiamo portato in Guinea-Bissau.

 

Ogni viaggio è un raccolto di affetti, di generosità, di incontri e di bellezze del cuore.

 

Intanto la compagnia con Luigi, tanto più giovane di me, ma ricco di curiosità e di maturità.

Poi la fraternità dei frati di Cumura, il tinello di padre Ernesto nel quale a sera si raduna la “famiglia”;  il cicaleggio cordiale delle suore nel dopo cena;  le due copie di coniugi veneti (troppo forti) , impegnate  a ricostruire il tetto della cucina del lebbrosario.

Ancora il calore e la simpatia di Mons. Jose il Vescovo che con semplicità e affetto ci riconduce a credere in una Chiesa povera, ma  che sa amare.

Poi tutti gli “amici” dell’Ospedale, da Fernando ad Augusto, da Dionisio all’ultimo degli infermieri o all’autista Pablo che ci scorrazza per Bissau salutando tutte le ragazze (tutte le belle) che incontra.

È stato bello conoscere Laura, la tosta infermiera in pensione di Massa, che ha trascorso quattro mesi a disposizione di tutte le realtà sanitarie della Diocesi.

Forte e commuovente conoscere gli amici di Peschiera Borromeo,  don Antonio , Michela , l’ex sindaco e tutti gli altri.

Bellissimo è stato conoscere la Giusi  donna piena di passione, grande e preziosa collaboratrice del Vescovo,  con una storia d’amore in corso con….  i bambini di Bòr.

Non ultimo Massimiliano, il fascinoso  “Avvocato”  di Foggia,  “fatto perso”,  che ha capito dove sta la felicità….

 

 

Non perdetevi    www.bambaran.blogspot.com , creato proprio da Massimiliano,  guardatevelo tutto,   incrociate tutte le solidarietà che si incontrano per strada e ….lasciatevi travolgere.

 

 



 

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